GIUBBE ROSSE E' QUELLA COSA ...

Nel "programma per una riedizione delle Giubbe Rosse", Fiorenzo Smalzi precisa: "Può apparire velleitario se non addirittura impossibile riaccostarsi a un ambiente come il caffè Giubbe Rosse (e al clima culturale che gli appartiene per meriti di età e di nobiltà artistica e letteraria) col proposito di ricostruire la funzione del locale nel tessuto di Firenze e di riportare all'attualità ciò che significò il punto di riunione di chi ebbe celebrità in pittura e poesia".
L'impegno della nuova gestione è gravoso ma i risultati hanno ripagato l'entusiasmo e la tenacia, risultati raggiunti grazie ai collaboratori: Paolo Emilio Poesio, Massimo Mori, Paolo Marini, Tommaso Paloscia, Arnaldo Pini, Leopoldo Paciscopi, Cosimo Ceccuti, Aglaia Paoletti, Il Gruppo di Quinto Alto con il suo coordinatore Vittorio Biagini e tanti altri. Massimo Tanzini, sapiente e impeccabile direttore del bar e carissimo amico, Angelo Mazzi, preparato e paziente chef, capace di conciliare le raffinatezze della cucina internazionale coi sapori popolareschi della cucina toscana.
Tutti insieme curiosi di scoprire se in questa nostra concitata epoca è ancora possibile, quando ci si incontra al caffè, quando ci si da appuntamento per un aperitivo o per una cena, avere come un tempo anche la sensazione di "essere" nella cultura, di "partecipare" allo svolgimento più o meno evidente di una civiltà che è poi la nostra, quella che più ci sta a cuore".
Già nel primo anno di ripresa delle attività culturali, sono state fatte presentazioni di libri, incontri con performances di poeti. Col proposito di ricollegare la vita presente del Caffè al suo grande passato si è organizzato il ciclo di "Incontri Letterari alle Giubbe Rosse".
Legata alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio artistico letterario del passato, propugnata dai gestori del Caffè è stato presentato un "Quaderno della Nuova Antologia" con il titolo "Galleria", ristampa anastatica di cinque fascicoli allegati al "Corriere Italiano", dal gennaio al maggio 1924, sotto la direziome di Ardengo Soffici, divenuti da tempo una rarità bibliografica.
Nel settembre 1991 il Caffè organizzò una serata sul tema "La guerra non è l'igiene del mondo", capovolgendo la nota frase dei futuristi e alla quale intervennero trenta poeti di tutta Italia.
Nella primavera del '92 in collaborazione con la Cooperativa Italiana Librai si è tenuto un ciclo di conferenze; inoltre con la stessa, in questo periodo in cui scrivo, stanno nascendo in Italia la catena di librerie col nome "Giubbe Rosse". Le prime sono a Firenze, Milano, Rimini e Verona. Particolarmente interessanti le mostre "Per una nuova iconografia", degli artisti della Pop Art italiana, Franco Angeli, Tano Festa, Mario Schifano, Silvio Loffredo e l'altra "Immagini della scrittura", raccolta di piccole opere di Poeti visivi degli ultimi trent'anni presentata da Giò Ferri. Grande successo ha ottenuto la già menzionata iniziativa "Foyer" incontri con i protagonisti della scena teatrale in collaborazione col Teatro Niccolini. L'anno 1992-93 ha portato alle Giubbe Rosse una nuova manifestazione culturale: "Gli incontri con i filosofi" con il già ricordato "Gruppo di Quinto Alto". Nello stesso anno importante è stata la collaborazione con "L'Institut Francais de Florence" il quale ha portato al Caffè poeti belgi e francesi tra i quali Bernard Noel, e la bellissima mostra fotografica di Andrè Villers. Altra iniziativa di pregio è stata la presentazione del Museo Venturi di Loro Ciuffenna. Quella sera si incontrarono tutti i personaggi del periodo "Ermetico", Carlo Bo, Mario Luzi, Alessandro Parronchi, Piero Bigongiari, Oreste Macrì e lo stesso Venturino Venturi.


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